SARA MUNARI

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Camminando nelle diverse città e nei paesi in Israele e Palestina, potete entrare in universi completamente diversi tra loro a distanza di pochi passi. In nessun altro posto al mondo ho visto una popolazione tanto variegata e messaggera delle proprie tradizioni, nell’arco di così poco spazio. Ognuno di questi microcosmi culturali costituisce un’esperienza di vita completamente diversa. Proprio sulla definizione dello spazio si è concentrata la mia ricerca fotografica. Non sono in grado e non sono voluta entrare nel merito politico e religioso. La mia è solo una considerazione sugli spazi vitali di ogni singola persona. Lo spazio vitale è lo spazio solitamente simbolico, entro il quale la persona vive la sua vita, sceglie come comportarsi e quali scelte fare. Tutto ciò che riguarda la sua identità si rivolge all’interno di questo spazio. Lo spazio vitale è il confine da non oltrepassare per evitare di invadere la libertà altrui. Durante il mio viaggio ho fortemente percepito l’intrecciarsi di questi spazi, nonostante le linee immaginarie e fisiche che effettivamente dividono la superficie di questo territorio. Sulle fotografie non ci sono didascalie, è voluto ed è legato al fatto che la mia percezione degli spazi vitali, fosse uguale su tutto il territorio.

 

 

Walking in different cities and towns in Israel and Palestine, you enter in completely different universes in a distance of a few feet. Nowhere else in the world I've seen a so varied population each one messenger of own traditions. Each of these cultural microcosms experience is a completely different life. focused my photographic research on the definition of “space”. I am not able and I’m not going into the political and religious issues. My work is just a consideration on living space of every single person. The living space is a symbolic space in which the person lives his life, he chooses how to behave and which choices to make. Everything about his identity is addressed in this space. If you cross the living space border you are invading the freedom of the others. During my trip ! strongly felt the interweaving of these spaces, despite the physical and imaginary lines that divide the surface of this territory.